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Suffering Bastard

3 maggio 2017

Suffering Bastard
Gin, cognac, Rose’s cordial lime juice, ginger beer, Angostura bitters.

Fonte: Jeff Berry, Potions of the Caribbean, 2014.

In seguito nel 1959 Joe passò a dirigere il Marco Polo Club a Manhattan e qui ideò il Dying e il Dead Bastard come cura alla sbornia.

 

Il mito di Joe Scialom

Alla fine della seconda guerra mondiale il Suffering Bastard era famoso in tutto il mondo, come attestano alcuni documenti dell’epoca. Tutto questo mitizzò Joe Scialom, il suo ideatore, presso le istituzioni del Cairo alla pari dello Shepheard’s stesso. Il Long Bar diventò il “Joe’s Bar” e Joe l’uomo più popolare del Medio Oriente. Trader Vic, un altrettanto blasonato barman del periodo, sempre pronto a sfruttare la tendenza inserì nel suo menu il Suffering Bastare. A quanto pare a Vic piaceva più il nome che la ricetta, la sua versione era semplicemente un Mai Tai con un’ulteriore aggiunta di rum ed una fetta di cetriolo come guarnizione. Altri bar degli Stati Uniti apprezzarono più la ricetta che il nome, servendo la creazione di Joe correttamente ma ribattezzandola come “Miserable Bastare”, “Suffering Buster” o semplicemente “Sufferin B”. Joe non diede molta importanza alla storpiatura americana del suo drink. Era troppo impegnato a servire dignitari come Sir Winston Churchill (Brandy o Scotch), il Generale Charles de Gaulle (Dubonnet), l’ex Re di Spagna Alfonso (Martini con parti uguali di gin e vermouth), l’ex Re d’Italia Vittorio Emanuele (Porto) e il Re d’Egitto Farouk un maniaco dello shopping a forma di pera con un appetito insaziabile per il lusso in tutte le sue forme, in particolare il cibo. Questa sua debolezza ha ispirato l’opinione pubblica a definirlo “uno stomaco con la testa”. Forse a causa della crescente indignazione popolare per i suoi eccessi, Farouk non prendeva da bere al Long Bar, stava seduto al tavolo guadando indirettamente tutti gli altri ottenendo ga-ga.

Il Suffering bastard fu Ideato al Shepheard’s Hotel al Cairo da Joe Scialom nei primi anni del 1940. La figlia di Joe, Colette, prestò allo storico della miscelazione Jeff Berry la ricetta originale che il padre aveva trascritto in un’agenda.